Categoria: PHOTO 29-07-2014

Fotografia di Giuseppe Di Piazza

Fotografia di Giuseppe Di Piazza

la ragazza che ama la pioggia

Categoria: Articoli & news 26-07-2014

La modella di 90kg immortalata nel calendario non rappresenta una “rivoluzione”, ma finisce per essere anche lei strumentale ad una provocazione. Giusta e interessante. Ma, a mio avviso, il vero cambiamento avverrà quando si mostreranno donne normali o belle donne, ma non perfette grazie a Photoshop. Il messaggio dovrebbe essere quello se si vuole cancellare un pregiudizio anche nella moda. Che la bellezza non è contenibile in misure per poche elette, faticose da mantenere e spesso, per qualcuna, pericolose da emulare.

elisa-dospina_0x440(E secondo me l’unico messaggio veramente utile, arriva dalla modella Elisa D’Ospina, che fa un gran servizio sociale, andando nelle scuole, raccontando tante verità sull’argomento).

 

 

 

Io, incintaQuando ho partorito, anche io, come la maggiorparte delle neomamme, mi sono guardata allo specchio e mi sono chiesta:” quando e come tornerò come prima”?
E di questo interrogativo non ci si deve vergognare. Anche se la maternità è uno status di grazia, anche se chili e smagliature sono nulla in confronto alla gioia di avere il tuo bimbo, diciamocelo: il nostro corpo cambia e spesso definitivamente. Lo guardiamo, lo ascoltiamo, talvolta è perfino più bello. Perché ci racconta finalmente una storia.
Ho pensato alle mie amiche, conoscenti, che guardando giornali o tv, donne dello spettacolo post parto, si sono sentire inadeguate e hanno chiesto anche a me: ” già pancia piatta, avete perso tutti i chili. Ma come fate?”
Ricordate che siamo tutte normali. Non robot. È impossibile, se non con sostegno di situazioni privilegiate, alcune volte chirurgiche, ritornare pin up perfette in poche ore.
Io, per esempio, sorridendo ho consigliato un trucchetto: guaina contenitiva per qualche settimana:).
E no, nulla luccica. Dopo il primo parto per anni ho indossato un body che era la mia copertina di Linus. Mi proteggeva da interventi e problemi vari.
Dovreste, dopo il parto, sentirvi dire questo. La verità. Dovrebbero mostrarvela tutte o non mostrare il verosimile. Perché e’ un danno. Perché fa male.
francescaLa verità, vi prego, sulla bellezza.
Quindi sentitevi belle, adeguate a tempi, spazi e momenti. Siate serene. Abbiate pazienza. Che i trucchi ci sono sempre. Photoshop o bisturi o ore di palestra che non tutte possono permettersi o vogliono scegliere.
Sapete come ho fatto io? Non sempre potevo o volevo lasciare il bimbo. Allora ho perso i chili in più che reputavo farmi sentire a disagio, con la percezione che io ho di me stessa, con i DVD di aerobica. La facevo in casa mentre, sul seggiolone, lui mi guardava sorridendo. Perché la musica faceva bene anche a lui.
Del resto io odio andare in palestra  e non ho mai fatto una dieta in vita mia. Avevo poche scelte 
Primo parto sono ingrassata 20chili causa diabete gestazionale.
Secondo parto:9 chili. No diabete, è stato più facile. Poi hai più maturità e responsabilità.
Ma in entrambi i casi se mi facessero la domanda:” baratteresti il tuo corpo da venticinquenne preparto, con questo qui, direi:mai!”
Ripeto, mi piace: racconta la mia storia.
La vera rivoluzione è la vostra felicità.
Mostratela.
Scrivetemi. Mi piacerebbe realizzare un progetto con voi.
Se volete saperne di più, scrivetemi anche in pv.

Categoria: Articoli & news 26-07-2014

Giuseppe di GirolamoDi schettino a me non frega nulla. Non leggerò una sua pagina. Ma mi piacerebbe che il batterista Giuseppe di Girolamo, fosse ricordato come un eroe. Fosse citato. Anche nei luoghi che più gli erano cari, come i concerti. Per esempio.
Io voglio ricordare a tutti che questo ragazzo, di 30 anni, si trovava già in salvo, su una scialuppa, quando ha ceduto il suo posto ad un bambino. In quei momenti, mentre la nave si stava inabissando, in quei minuti di terrore, panico, paura, lui ha avuto la lucidità di salvare un bambino. Lui, non ha avuto paura. O forse sì, ma ha prevalso il coraggio. Ecco perché le uniche parole che leggerò e rileggerò su schettino, sono quelle che gli rivolse il comandante De Falco:” Lei deve dirmi se ci sono bambini, donne, persone bisognose di assistenza… Vada a bordo, Cazzo!”

Categoria: Racconti di mamma 16-07-2014

Caro figlio mio,
infinitamente maggiore è ciò che hai insegnato a me, del mondo e dell’amore. Molto più di un genitore, infatti, inconsapevolmente dona un figlio. Oggi lo so con certezza granitica. Auguri.
Sei nato il 16 luglio di un bel gruzzolo di anni fa, ormai. Il risultato di una unione non ordinaria, il frutto di un amore potente. Il più grande che potrò mai provare. Da un battito di cuore per tuo papà, è venuto fuori un battito di ali: tu.
Ci sono tante parole che ti vorrei dedicare, raccontare di te. Prima fra tutti la meraviglia che mostri nei confronti del mondo e con cui lo fai riscoprire a me, ma te le sussurrerò dolcemente all’orecchio quando, oggi, ti farò gli auguri.
Perchè quanto sei speciale, lo scopriranno pian piano le persone che ti vorranno accanto, che avranno la fortuna e il desiderio di conoscerti. Senza che ci sia bisogno che io dia indicazioni su di te che, probabilmente, ti farebbero arrossire. E poi è bello che qualcosa resti visibile solo ai nostri occhi, solo nostro, non credi?
Ma c’è una cosa che vorrei dire. Essere tua madre è un privilegio, perché non credevo che la maternità potesse donarmi la doppia magia di scoprire anche di possedere un nuovo amico. Percezione comune di chiunque ti sfiori. Tu contieni le qualità che scelgo, quando scelgo un amico per la vita e non solo un compagno di avventura.
E’ questo che intendo, quando dico che dei genitori possono essere amici dei figli. Non per la confidenza e la complicità nelle zingarate (anche se quelle, io e te, ne abbiamo fatte tante e molto divertenti), ma perché un amico si aggrappa alla tua anima con uncini d’acciaio, come diceva Shakespeare.
Un amico così, oltre a capitarti come un figlio, una madre, un padre, lo scegli. Ogni giorno. E un amico che si aggrappa all’anima, non tradisce, non maltratta, non rinnega. Riconosce il simile e tira fuori il meglio di te. E non è nemmeno molto semplice da coltivare. Mantenere un amico felice al nostro fianco, è un lavoro, talvolta.
Noi abbiamo costruito una Ohana. Una famiglia tutta nostra. In cui convergono varie forme di rispetto, virtù e amore e bellezza.
E senza te, non sarebbe mai stata così solida. Sei il mio cemento.
Tu sei il figlio che desideravo,
quando quel 16 luglio di qualche manciata di anni fa, ti hanno poggiato a me, caldo e morbido e silenzioso. Non riuscivo a scorgere il tuo viso, ma lo percepivo identico a quello che mi hai mostrato, un attimo dopo. E’ così che si fa con l’amore.
E appena sopra la mia pancia, ho saputo istintivamente dove mettere le mani. Da allora, sono ancora lì, attorno a te.
Tu sei il mio per sempre. Ogni cosa gira danzando attorno a te. Non esiste più il me senza noi.

Mamma

Con infinito amore auguri a te, e grazie a tutte le persone che non ci hanno mai voluti perdere in questi anni, fatti di traslochi, sbalzi, cambiamenti e zampilli di emozioni.

Ohana vuol dire famiglia

Ohana vuol dire famiglia